Il portavoce, il Libro di Rocco Casalino

Al di là delle tante goffaggini e delle cadute di stile che inevitabilmente emergono da una prima lettura, Il Portavoce, è un libro che merita di essere preso sul serio. La biografia di Rocco Casalino, edita da Piemme, è una storia diversa, sicuramente tra le più interessanti dell’intero universo politico. Funziona proprio perché è in bilico tra l’avventura e la normalità. Rocco Casalino, uno dei personaggi più controversi e misteriosi della politica italiana, si racconta senza filtri, mettendo a nudo le proprie debolezze e non nascondendo i diversi momenti di disorientamento. Dietro all’esuberanza dell’ex concorrente del Grande Fratello c’è molto di più.

La copertina

La copertina del libro è un chiaro riferimento al poster della famosa serie TV statunitense House of Cards, quasi a sottolineare una sorta di parallelismo tra il portavoce dell’ex premier Giuseppe Conte e il politico spietato e manipolatore interpretato da Kevin Spacey, pronto a tutto pur di diventare presidente degli Stati Uniti d’America.

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Il portavoce. La mia storia
  • Casalino, Rocco (Author)

La storia

La biografia si apre con l’immagine del protagonista accanto al letto di morte del padre, per nulla affranto dal dolore e dalla disperazione. Da qui, inizia un viaggio tra i ricordi di un’infanzia segnata da violenze, percosse e povertà. Il figlio di immigrati italiani racconta senza filtri l’esperienza in Germania dove ha vissuto per 15 anni con il padre, la madre e la sorella, in una casa modesta. Parla del disagio interiore e della sgradevole sensazione di sentirsi sempre fuori posto ovunque si trovasse. Per i coetanei tedeschi rimaneva sempre “l’italiano” o il mangiaspagjetti, mentre in Italia era il “tedesco”. Casalino si sofferma sulla solitudine di quei tempi e la rabbia repressa che si trasforma gradualmente in frustrazione. Particolarmente significativo il passaggio che segue la morte del padre, in cui la famiglia anziché tenere il lutto va a divertirsi in un parco acquatico.

il portavoce
Il Portavoce

Il Portavoce è la storia di un uomo che ha sempre desiderato essere qualcosa di più del semplice ragazzo con un’etichetta. Lo studio è la sua valvola di sfogo, nonché il canale principale per raggiungere i tanti obiettivi prefissati. Primo della classe, scopre un interesse particolare per i numeri e le formule matematiche. Tornato in Italia si iscrive alla facoltà di Ingegneria. Laureatosi con il massimo dei voti, scopre ben presto che le prospettive offerte dal Sud non sono in grado di soddisfare le sue grandi ambizioni e, un po’ per gioco e per curiosità, decide di fare il provino per il Grande Fratello. Raggiunta la notorietà, intraprende un percorso da giornalista ma è con la politica e con la scalata al Movimento 5 Stelle che trova la sua strada.

Impara tutti i segreti della comunicazione politica direttamente da Casaleggio, apportando nuove idee al partito. Apprende da Di Mario e da Di Battista e l’ascesa è inesorabile fino a raggiungere la carica di portavoce del premier Conte, il padre che tutti sognano e verso cui nutre una profonda stima e affetto. Il Portavoce è un viaggio completo che interessa anche la sfera intima di Casalino, con uno sguardo sul suo orientamento sessuale e le tante frustrazioni che hanno preceduto il coming out.

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  • Casalino, Rocco (Author)

Considerazioni

La biografia è senz’altro una storia vera e carica di voglia di rivalsa. Tuttavia, alcuni passaggi sembrano tratti dal romanzo di Ėduard Limonov, Emmanuel Carrère. In particolare, la cena con Angela Merkel si trasforma in un tuffo nei ricordi. Casalino si ritrova a pensare più volte nel corso della serata a quei compagni di scuola tedeschi che lo prendevano in giro fino a bullizzarlo, sperando di suscitare vergogna in loro se non addirittura invidia: quel ragazzino così fragile è riuscito dove loro, all’epoca più potenti e forti, non sono mai arrivati. Questo passo, infondo, ricorda molto la vita di Carrère ma nonostante i due protagonisti abbiano in comune la natura dell’outsider non possono essere messi sullo stesso piano.

In tanti, negli anni, hanno provato a seguire le orme di Carrière, romanzando e sceneggiando la propria vita, insaporendone la trama ma con scarsi risultati. Casalino fa parte di questa cerchia di aspiranti scrittori e per quanto in effetti sia riuscito ad arrivare in alto, non è Limonov. Il Portavoce non è Emmanuel Carrère. Ricca di scivoloni e goffaggini che saltano subito all’occhio, la biografia è stata accolta fin da subito con ironia dai lettori e dalla critica, atteggiamento accentuato anche dalla scelta poco oculata dell’uscita del libro. Decidere di promuoverlo proprio ora che Casalino ha perso la posizione di manovratore dietro le quinte di Conte, aggiunge altra ironia. Il testo non ha un valore letterario elevato, è innegabile, e non è in grado di rimanere in piedi da solo. Al termine della lettura ciò che emerge è il racconto di un uomo come un altro, figlio del Sud, a cui la vita ha riservato un sonoro ceffone fin dai primi anni dell’infanzia. Le porte chiuse, la sofferenza, il dolore familiare sono degli input per migliorarsi e riscattarsi. Tenta la scalata sociale e si afferma, ma dura poco. Forse il Portavoce è più da intendersi come un tassello del culto e dell’autocelebrazione della personalità di Rocco Casalino.

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