Le librerie italiane all’estero. Showroom del copy in Italy?

4 aprile 2017

Negli anni ’80 le librerie italiane all’estero erano circa un centinaio, dei veri e propri presidi della diffusione del libro italiano nel mondo e vetrina fisica dell’editoria italiana. Dagli anni ’90 però la loro presenza si è velocemente ridotta, e in tempi recenti abbiamo visto chiudere attività ad Atene, a Lisbona, in Lussemburgo e ad Amsterdam. Dal 2000 però ne sono spuntate di interessanti in Europa e dall’altra parte del globo; oggi possiamo contarne circa una decina. Tutte realtà indipendenti e non sempre facili da scoprire, tantomeno da quantificare e da qualificare come realtà imprenditoriali (soprattutto per la mancanza di un ente che monitori e sostenga queste realtà nel loro impegno di diffusione del libro italiano).

Viene da chiedersi cosa abbia spinto questi librai a insediarsi all’estero, quali sono gli elementi favorevoli e qual è l’impatto del copy in Italy fuori dall’Italia. Dal 2007, ad esempio, troviamo a Bruxelles la libreria Piola. Libri, un bel progetto imprenditoriale sorto dall’idea di due amici, Jacopo Panizza e Nicola Taricco, per unire le loro due passioni: la cultura e la ristorazione. Così, oltre ai libri, non mancano concerti e il servizio di tavola calda. Piola.Libri è meta di riferimento per la pausa pranzo, l’aperitivo e per numerosi autori italiani. E ancora: a Barcellona, Cecilia Ricciarelli ha fatto centro aprendo la libreria Le Nuvole con un format orientato sull’apprendimento della lingua italiana.

L’arrivo dell’e-commerce ha trasformato tutto il settore dell’editoria: con il digitale, la sfida si gioca sul fattore «velocità» (ne è un esempio l’approvvigionamento in Italia e nell’export) e sulla preparazione e la passione dei librai. Eppure, nonostante l’e-commerce, oggi la funzione delle librerie italiane all’estero continua a esserci e, anzi, andrebbe ripensata e rivalutata nell’assortimento di autori italiani in lingua originale e tradotti; negli incontri con gli autori e gli editori italiani; nell’offerta di servizi legati all’apprendimento della lingua italiana; nel rapportarsi con le istituzioni. Il loro pregio risiede nell’essere presidi informali che si rivolgono alle nuove generazioni, riuscendo a coinvolgere il lettore con più agilità. Gli esempi delle librerie italiane di Bruxelles e di Barcellona ci mostrano due gestioni frutto di risorse umane intraprendenti, ciascuna con la propria offerta tra libri, gusto, musica, arte, e la loro presenza sui social e in fiera.

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Per questo sarà interessante sentire parlare proprio i librai della loro esperienza, durante l’incontro Le librerie italiane all’estero. Showroom del copy in Italy? che si terrà durante Tempo di Libri, sabato 22 aprile alle 12,30 in sala Bodoni (Pad. 2). Insieme a Jacopo Panizza e Francesca Simoni (per Piola.libri) e a Cecilia Ricciarelli (per Le Nuvole), presenti via Skype, ci saranno Dori Agrosì (La Nota del Traduttore), Giovanni Peresson (Associazione Italiana Editori) e Sabina Minardi (L’Espresso).

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