Aumentano le vendite dei libri di poesia grazie al contributo di quella moderna sia italiana che straniera

21 aprile 2017

Crescono nel 2016 le vendite dei libri di poesia rispetto al 2015 (sia a copie che a valore nei canali trade, cioè librerie e librerie on line escluse la Grande Distribuzione Organizzata e Amazon). Il risultato è raggiunto grazie alla poesia moderna che conferma il suo miglior andamento rispetto a quella classica e quella greca-latina (a valore e a copie). 

Questi sono i principali dati presentati oggi, venerdì 21 aprile nell’incontro Un mercato fatto di tanti mercati. Poesia in collaborazione con Nielsen a Tempo di Libri, la Fiera dell’Editoria Italiana in programma fino al 23 aprile a Fiera Milano Rho.

La poesia è un mercato di nicchia (rappresentava il 5% dei titoli pubblicati nel 2015, dato Ufficio studi AIE), in cui però si assiste a una rinnovata vitalità. Sia per la poesia italiana moderna che per quella straniera moderna sono in aumento il numero di editori e il numero di collane nel 2016. Si tratta di una crescita tendenzialmente costante dal 2013 in poi.

La poesia italiana conferma la sua prevalenza rispetto a quella straniera (327 mila copie rispetto a 203 mila copie). Per entrambe le categorie, il genere che spinge la crescita rispetto al 2015 è quello moderno (+13,4% a copie per poesia italiana e +11,7% a copie per quella straniera).

“Le ragioni di questo andamento – ha commentato Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio Studi AIE e curatore del programma professionale di Tempo di Libri – sono diverse. Innanzitutto una crescita di marchi e collane editoriali che si occupano di poesia. In secondo luogo il fatto che la poesia ha accanto a quella legata strettamente alla produzione editoriale una dimensione di oralità – letture pubbliche, alcune esperienze che si stanno avviando negli audiolibri – che viene incontro a nuovi modi di leggere del pubblico”.

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